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Visualizzazione dei post con l'etichetta Vita

Fichi d'india

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  Mia madre non era persona che viziasse i figli, anche perché ne aveva quattro da combattere. Però talvolta, come tutte le mamme, era capace di certe attenzioni che esulavano per così dire dalle sue competenze. Un esempio: si era convinta che io non mangiassi le pesche perché mi dava fastidio toccarne la buccia pelosa, dunque ogni tanto me le sbucciava lei. Io ben conscio del fatto che la mia era solo volgare pigrizia, glielo lascivo credere e ne ho approfittato per anni. Lei non c'è più da tanto, ma io non ho perso il vizio. Così mia moglie nella sua infinita bontà, mi sbuccia i fichi d'india, convinta che io non sappia farlo senza riempirmi di spine. A me non resta altro, una volta tagliata la polpa a pezzi in una ciotola, che versarci sopra un po' di Grand Marnier e credetemi è la morte loro.

La dedica di un'amica

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  Come fai a non condividere una simile perla. Da una delle nostre più care amiche, un pensiero per un giorno speciale: ________________________________________________________ Che poi 50 anni insieme non sono mica noccioline So che sei accanto a me anche quando usi le cuffie per non sentirmi, quando ti siedi nella penombra per fare l’appello dei ricordi, per lucidarli come gli argenti di nonna, per non lasciarli svanire come un vecchio profumo. Sento che sei vicino a me quando percorri in solitudine quel sentiero tra i lecci che hai scoperto da solo, quando interroghi un cielo notturno o prendi il timone del Kon -Tiki per conoscere l’infinità del tuo oceano. Lo so che sei accanto a me quando affronti il drago fiammeggiante fuggito dalle fiabe dei tuoi bimbi o ascolti una canzone della tua gioventù che ancora ti emoziona. So come è fatta la tua anima, come funziona il tuo cuore, vedo quando inciampi e come talvolta ti rialzi a fatica, perché una vita insieme non si costruisce in po...

Quando si è giovani dentro

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  Qualche anno fa lessi un articolo che dichiarava senza mezze misure, che l’anzianità comincia a sessantacinque anni. Rifiutai questa ipotesi così categorica facendomi scudo con ciò che mi sentivo dentro. Però da poco ne ho compiuto settanta e mi sono detto che non avevo più scuse. Ma quel sentirmi giovane nell’animo, quella voglia di vivere, provare e vedere, è ancora immutata. Buon per me. Resta la curiosità di sapere come mi vedono gli altri, dal momento che io mi stupisco di incontrare qualcuno apparentemente più vecchio di me e di scoprire che invece è ben più giovane. Così ho gradito molto, prima ancora dell’oggetto, l’idea del regalo di compleanno che mi hanno fatto i parenti e gli amici più stretti. Un drone. Molte persone a causa dei tempi che viviamo, associano i droni alla guerra. Ossia macchine in grado di colpire e uccidere a distanza parecchie vite, salvandone solo una, quella del pilota che resta al sicuro lontano, dietro ad un telecomando. Per fortuna non è esattam...

Lavori socialmente utili

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Una mattina di tanti anni fa, sono uscito di casa e ho visto una squadra di operai intenti a scavare una serie di buche lungo il ciglio della strada. Non ho potuto fare a meno di chiedere cosa stesero facendo, e mi risposero con un sintetico e poco compromettente “lavori socialmente utili”. Nonostante qualche altro tentativo non riuscii a saperne di più, ma quella sera tornando a casa trovai una piacevole sorpresa. Ognuno di quei buchi era stato riempito con un giovanissimo alberello di Pino Marittimo. Dopo qualche altra indagine presso vicini ed amici, scoprii che era stata un'iniziativa del Comune. Stanziando un po' di soldi avevano dato una volta tanto a quel “lavori socialmente utili” un doppio significato: un po' di lavoro retribuito a chi ne aveva bisogno e realizzato un'opera di pubblica utilità. Che per quanto modesta, sarebbe diventata col tempo notevole. Dopo pochi anni arrivò una brutta e devastante alluvione, ma gli alberelli per quanto fossero ancora molto ...

Famiglia allargata

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Sono sotto l’acqua con un ombrello striminzito, mentre mia moglie manovra per uscire dal cancello con la macchina. E’ soprattutto in queste situazioni che un meccanismo di apertura elettrica con telecomando farebbe comodo. Ma il nostro cancello è malamente posizionato in diagonale rispetto all’asse del vialetto e ne occupa praticamente tutta la luce. Dovrei fare un disegno perché si capisca bene, ma fatto sta che il montaggio dei motori è praticamente impossibile. Così me ne faccio una ragione, mentre sto ad aspettare le caute manovre, mirate ad evitare qualche riga sulla fiancata. Siamo a giugno è ho un abito blu, tirato fuori dopo anni di oblio da guardaroba e che Lei ha abbinato con una polo bluette. Non è che voglio fare il figo, a me sembrava blu anche quella, ma Lei ha sentenziato che quello è bluette e casa nostra sui colori non si scherza. Mocassini neri ideali per camminare nelle pozzanghere e cintura nera ma non di karatè. Sorvolo sull’abbinamento blu-nero che mi dicono esser...

Pestaggio a Milano

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  Mi infastidisce non poco il fatto che i giornalisti (tutti) si siano premurati di precisare che si trattava di una donna transgender, quasi a sottolineare l'imbarazzante dubbio sul sesso. Ma il punto non è quello, ciò che è grave, gravissimo, è che tre energumeni indegni di indossare una divisa, a ottant'anni dalla caduta del regime si siano sentiti autorizzati ad usare ceri metodi. Tra l'altro il fatto che fossero in rapporto tre a uno lo qualifica già come un atto vile, dunque ancora più grave per dei "tutori dell'ordine". Non ha importanza l'età, il sesso, la nazionalità, il colore o qualunque altra classificazione della vittima, sono dettagli di secondo piano. La persona è stata denunciata per resistenza a pubblico ufficiale e questo ci può stare, ma tornando allo zelo dei giornalisti in vena di classificazioni, avrebbero dovuto precisare meglio, che una donna transgender di 41 anni è stata bastonata da tre fascisti.

Siamo tutti sulla stessa barca

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  Oggi ho visto due immagini che mi hanno colpito su Facebook. Probabilmente concepite e pubblicate in contesti diversi, ma che invece mi sembrano strettamente collegate. Le ho rubate ma a fin di bene, in buona fede. La prima aveva una brevissima didascalia che diceva "I romagnoli sono bellissimi". Indubbiamente alludeva al disastro di questi giorni in Emilia-Romagna e all'aiuto che stanno dando i così detti extracomunitari. La seconda parla da sola ma va tradotta, ci provo: "Non siamo tutti sulla stessa barca. Siamo nella stessa tempesta. Alcuni hanno imbarcazioni di lusso, altri canoe e altri stanno annegando. Sii gentile e aiuta chi puoi." Non c'è dubbio che nessuno meglio dei primi, si intende di barche, tempeste e annegamenti e nessuno meglio di loro può capire la saggezza di quella semplice massima. Forse noi invece riusciamo a capirla solo ora, cerchiamo di non dimenticarla. https://www.facebook.com/photo/?fbid=802892348066445&set=a.2314832052073...

La decisione

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  E' un problema talmente delicato quando si tratta di esseri umani, che quasi mi imbarazza proporlo nel caso di un animale. Chi ne ha o ne ha avuti sa perfettamente che quando si prende un cane o un gatto si stipula una sorta di contratto, dove entrambe le parti hanno dei vantaggi ma anche degli obblighi. Per l’uomo i vantaggi sono noti da secoli, tenere la casa sgombra dai ratti nel caso dei gatti e caccia, guida delle greggi, guardia o difesa, nel caso dei cani. Dal punto di vista dell’animale invece c’è la garanzia degli alimenti assicurati, più o meno a vita. Ma in tempi moderni queste utilità quasi sono scomparse a favore di una sola, il reciproco affetto e dunque la reciproca fedeltà. Non è molto diverso quindi da ciò che dovrebbe essere nei normali rapporti sociali della stessa specie. Come per tutti i rapporti che si basano sui sentimenti, comportano gioie ma anche dolori. Due persone possono legarsi non sapendo quando e perché questo rapporto si interromperà, e nel caso ...

Odisseo

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"E la dea gli caricò sulla zattera un otre di vino nero e un altro d’acqua, più grande, e dei viveri in una bisaccia: molti graditi cibi vi pose per lui. E un vento mandò, propizio e piacevole. Lieto del vento, distese le vele Odisseo luminoso. Così col timone drizzava il cammino sapientemente, seduto: mai sonno sugli occhi cadeva, fissi alle Pleiadi, fissi a Boote che tardi tramonta, e all’Orsa, che chiamano pure col nome di Carro, e sempre si gira e Orione guarda paurosa, e sola non ha parte ai lavacri d’Oceano; quella infatti gli aveva ordinato Calipso, la dea luminosa, di tenere a sinistra nel traversare il mare." Dall'Odissea di Omero, quando Ulisse lascia Ogigia, l'isola di Calipso figlia di Atlante. Ho pensato che se per una volta mi voglio dedicare una citazione, tanto vale esagerare.

Trekking cittadino

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  Si è diffusa soprattutto sui social, l’impropria abitudine di chiamare trekking una semplice escursione. Col primo si dovrebbe intendere un viaggio a piedi più o meno lungo ma in diverse tappe, compresi quindi dei pernottamenti. Con la seconda si intende invece una passeggiata, più o meno lunga, più o meno difficile ma di una sola tappa, che si possa quindi percorrere in una sola giornata. Fatta questa distinzione è un po’ di tempo che mi frullava l’idea di tracciare delle escursioni urbane, escludendo l‘uso di mezzi pubblici se non per il rientro. Questa attività avrebbe dei vantaggi, tra i quali unire e visitare più punti di interesse di una città qualunque, avendo cura di studiare l’itinerario sfruttando al meglio lo sforzo fisico e utilizzare i mezzi pubblici per il rientro, evitando così di passare più volte dagli stessi luoghi o la complicazione di inventare per forza un percorso ad anello. Tra gli svantaggi di questo tipo di escursione il peggiore è camminare in mezzo al ...

Toquinho

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  L’estate torrida che stiamo vivendo nella nostra bellissima isola, per fortuna non attira solo  chiassosi turisti, falene e zanzare, ma anche star internazionali di grosso calibro. Grazie all’allentarsi del grande castigo pandemico. Ieri a Cagliari nella bella piazza a ridosso del conservatorio, intitolata ad Amedeo Nazzari, si è esibita una delle più famose chitarre del mondo, quella di Toquinho. Conducendosi da solo non dimentico del suo italiano incerto ma comprensibilissimo, ha ricordato cinquant’anni di successi planetari. Ad accompagnarlo c’erano, manco a dirlo, un bravissimo basso ed una batteria all’altezza della situazione. Ma soprattutto Camilla Faustino, potente e talentuosa voce ultimamente in gran voga in Brasile. Grazie a Luca, Sabrina e Sara, per il gradito regalo di compleanno. Che mi ha ricordato che è vero gli anni passano, ma strada facendo ho conosciuto storie e momenti d’arte eccezionali.

Le poesie

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  Le poesie sono cose complicate. Se le leggi da solo possono farti l’effetto di un bugiardino delle medicine, mal che ti vada non ci capisci niente, lo appallottoli e lo butti via. Ma possono anche prenderti e spezzarti il cuore. Se le leggi da solo dunque possono essere pericolose. Altra cosa è se le senti raccontare, da chi sa farlo e meglio ancora da chi le ha scritte. Ad ogni parola viene dato il giusto peso, ad ogni pausa la giusta lunghezza, ad ogni frase la giusta intonazione. Alternale con intermezzi musicali, ci sono tanti modi di farlo, ad esempio facendo scorrere una colonna sonora da un supporto registrato Così corri lo stesso rischio del bugiardino, può fare breccia e entrarti dentro ma può anche rimbalzare. Allora trova un'orchestra e il successo è assicurato, ogni musicista fa la sua parte e se uno di loro nel frattempo pensa ai fatti suoi o fa una stecca nessuno se ne accorge, ma è complicato e costosissimo. Oppure un piccolo gruppo e siamo alla via di mezzo. Ma s...

Il monopattino

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  L’altro giorno me ne andavo lemme lemme sul marciapiede a braccetto con mia moglie, lungo una via a senso unico. Data la stagione ad un certo punto abbiamo deciso di optare per il lato di rimpetto perché era all’ombra. Come viene naturale abbiamo guardato a destra, ovvero in quel caso nel senso dal quale sapevamo potesse provenire una vettura e ci siamo messi ad attraversare. Ci ha sfiorato di un soffio un monopattino elettrico, condotto da uno yuppie alla moda, tutto elegantone, con camicia a maniche lunghe nonostante il caldo, zainetto e caschetto perché è più pratico e sicuro. Gli ho gridato qualche wafer e non avrei dovuto perché non si fa. Deve essersi risentito, perché ha invertito la marcia (procedendo questa volta nel senso giusto) fermandosi a debita distanza perché non si sa mai. Mi ha apostrofato, sostenendo che i codice della strada consente ai monopattini di procedere contromano. Ha poi continuato dicendo che oltre che ignorante perché non lo sapevo, ero anche rincog...