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Visualizzazione dei post con l'etichetta Storie

L'isola delle volpi azzurre

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Il grande merito di Cristoforo Colombo non fu certo quello di scoprire l’America, dal momento che all’arrivo la trovò già abitata, da genti che in qualche modo c’erano evidentemente arrivate prima di lui. Fu piuttosto quella di renderla nota al mondo civilizzato, ma soprattutto di fargli prendere atto che le terre emerse erano ben più vaste di quelle conosciute fino a quel momento. Ma fu solo un attimo se lo considera nella lunga storia delle esplorazioni. I popoli europei già da un pezzo scorrazzavano per mezzo mondo a caccia di nuove ricchezze e di traffici commerciali. E’ proprio il caso di dire mezzo, perché dall’estremo occidente europeo le carovane terrestri, o le spedizioni navali, arrivavano ormai fino in Cina. L’ampiezza di un emisfero, appunto. Per Colombo fu questione di poco, fu certamente ardito e coraggioso ma anche fortunato, cercando per primo di andare dalla parte opposta allontanandosi dalle terre conosciute, verso l’ignoto. Solo una trentina di anni dopo un altro ard...

Il gioco

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  Non amo particolarmente i gialli, però ogni tanto qualcuno me lo leggo e poi questo era ben presentato dall’autore stesso, in TV. Si tratta di Giovanni Floris, quello di Ballarò e Dimartedì. Il racconto è strano fin dall’inizio e una cosa la si può dire senza rovinare nulla, Il Gioco è una sorta di caccia al tesoro, che avanza man mano che si scoprono degli indizi, basati sempre su colte citazioni letterarie. Ma non si deve temere di non riuscire a seguirlo, perché di volta in volta vengono dettagliatamente spiegate. Floris stesso ha ammesso che per scriverlo è dovuto tornare, a cinquantacinque anni, a prendere ripetizioni dalla madre. L’ambiente di sfondo è la scuola e i personaggi sono compresi in tre categorie distinte: studenti, insegnanti e poliziotti. Ognuno, nessuno escluso, coi suoi pregi ma anche coi suoi difetti. Non manca di mordente ed è strutturato in capitoli brevi, scritto in scioltezza, mai noioso. I protagonisti vivono ai nostri giorni, ma vista la precisazione s...

Storie liberate

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  Qualcosa si muove finalmente. Sono anni che sento parlare di recupero delle aree minerarie dismesse, non certo con avventati tentativi di sfruttamento dei pochi filoni rimasti, ma almeno turisticamente. Poiché sono cresciuto in zona credevo di conoscerla a memoria e invece qualcosa sfugge sempre. Percorrendo la SS 126 da Iglesias verso il mare, non si può fare a meno di notare, appena superata la frazione di Bindua, i resti di una bella villa, che sembra appesa a sinistra a mezza costa sulla montagna. Mi ripromettevo di andare a visitarla prima o poi, ma si trova all’interno di un’area industriale rimasta per anni chiusa e inaccessibile ai non addetti ai lavori. Mi è capitato finalmente di vederla da vicino solo pochi anni fa, durante un'escursione organizzata. Oggi invece è liberamente raggiungibile.   Che poi uno crede di scoprire una casa e invece è solo qu e lla più grande di un piccolo villaggio. Si chiama Normann in memoria dell’ingegnere che scoprì il filone,...

Ti devo dire una cosa

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  Un giorno mia moglie mi ha convocato per un Gran Consiglio. E’ un’espressione esagerata se si riferisce alla famiglia, ma serve a rendere l’idea. Non ci si riunisce in grande pompa per le questioni di casa, ma aveva l’espressione solenne dei momenti cruciali, quelli che devi affrontare con serietà perché esulano dall’ordinaria amministrazione. “Luca mi ha detto una cosa” Drizzo le antenne, ma non più di tanto. Luca è il nostro figlio maggiore e all’epoca era già grande, laureato ed economicamente indipendente. Come dire perfettamente in grado di cavarsela da solo. Quindi certamente lei non mi stava riferendo qualche goliardata che avrebbe potuto metterlo nei guai e ho impostato il livello di guardia su qualcosa del tipo “Avrà fatto comunque qualche cazzata e vuole farmelo sapere tramite la madre” approccio cautelativo ormai collaudato da anni. Ma non poteva essere nemmeno quello, l’espressione di chi aveva l’onere di riferire i fatti era rilassata e non lasciava presagire nulla ...

Primo giorno di ferie

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  Stamattina mentre ero seduto sul wc meditavo. Oggi doveva essere il mio primo giorno di ferie, invece ieri, domenica, sono stato avvisato della caduta di un cornicione e della perdita di un tubo che rischiava di degenerare in scoppio e allagamento. Sono entrambi incidenti stagionali. Col caldo le murature asciugano e i diversi materiali, sabbia, cemento e ferro, dilatano in misura diversa provocando distacchi. Le tubazioni esposte all'aria invece, essendo più fredde della temperatura atmosferica, si coprono di condensa e arrugginiscono più velocemente. Fatto sta che mi tocca andare a lavorare anche oggi. Cercare un'impresa edile disponibile nel mese in cui l'attività è la più intensa in tutto l'anno. Ma soprattutto un idraulico, merce che si sa é rarissima. Così mentre medito guardo il pavimento sotto i miei piedi. Vengo preso dallo sgomento, e non esagero, notando che le fughe tra le mattonelle sono piene d'acqua come la rete di canali della laguna veneta. Conosc...

Spade schidoni e aghi

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Sono sprofondato nella lettura, tra stoccate di spada che scivolano su una costola che ti salva la vita. Strade polverose o fangose a seconda della stagione, che oggi puoi vedere solo se ti allontani volontariamente dalla civiltà. Leghe che sono chilometri ma misurati diversamente. Ce ne vogliono sessanta per andare da Parigi a Calais, ma soprattutto per farle ci vogliono quarantotto ore a cavallo, e lo devi cambiare strada facendo almeno cinque volte, perché non ti muoia sotto la sella. Per attraversare il Canale della Manica invece ci vogliono otto ore di vela, contro le una e mezza di una nave di oggi. La gente si veste in modo buffo, capelli lunghi, pizzetto e baffoni per gli uomini, crinoline per le signore, merletti e nastri per entrambi. Un cardinale poteva essere tranquillamente anche una carogna. Una regina anche un’adultera. Se però per sfizio ti allontani dal libro e fai qualche veloce ricerca storica, scopri che il re probabilmente era gay, dunque giustifichi la regina che...

Torno da tua madre

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"TORNO DA TUA MADRE!" E’ quello che dicevo a mia moglie, quando litigavamo nei primi anni di matrimonio. Scherzavo, ma mica poi tanto. Non credo capiti a molti uomini di aver avuto un buon rapporto con la suocera, a me è successo e ne sono contento. Aveva un modo di fare dolce e mite nonostante abbia avuto un’esistenza non proprio tutta rose e fiori. A molte donne succede di sopravvivere al marito, ma a molte meno per fortuna di sopravvivere a due figli. Accettava quello che arrivava insomma, e non tardava a farsene una ragione tenendosi i peggiori dolori dentro. Insomma una donna a cui voler bene, e io avevo qualche motivo in più per farlo perché mi sentivo ricambiato. Qualche volta è capitato come a tutti, che stesse male. Se ero a portata di mano voleva che le facessi compagnia. I parenti più stretti diceva che le mettevano ansia io invece le davo tranquillità. Non ricordo di essermelo sentito dire spesso e conoscendomi non capivo su cosa basasse questo punto di vista. Al...

L'oro di Tabarca

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  Navigare nel grande oceano dei libri lo si può fare in diversi modi. Quello più sicuro è farsi consigliare o seguire la corrente degli autori famosi, classici o moderni. Ma è più affascinante scoprirseli da soli, magari per caso e incappando in qualcuno quasi sconosciuto. Così un giorno, bighellonando sul lungomare di Camogli, mentre aspettavo che mia moglie uscisse da una delle sue frequenti e interminabili visite in un negozio di abbigliamento, sono entrato in una libreria. Era minuscola ed orientata, dato il circondario, ai libri turistici. Grandi volumi fotografici o vere e proprie guide, roba così. Non è passato molto prima che l’occhio cadesse su un libricino formato tascabile “La Via Romana a Genova” Pier Guido Quartero, edizioni Libero di Scrivere. La ricetta è più o meno questa: l’autore è un dilettante appassionato di storia, anche se ormai scrive da diversi anni. Tenendo presente che Genova se si considera solo il suo sviluppo urbano è una città molto particolare. Stre...

Il Mediterraneo in barca

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  Chi cerca in questo libro un racconto di mare, con termini nautici, descrizioni di tempeste o avventura, rimarrà deluso com’è successo a me. Eppure dovevo aspettarmelo dopo aver letto i sui 75 (diconsi settantacinque) Maigret. Georges Simenon, questo grandissimo scrittore nato giornalista aveva una prerogativa, quella di riuscire a scrivere apparentemente su un tema e disattenderlo completamente. I suoi gialli raramente hanno avuto una trama geniale, ma la sua forza stava nel descrivere i paesaggi della Francia o della Parigi meno note, e non solo. Descriveva i personaggi con una tale minuzia di particolari e tratti caratteriali, da lasciar pensare al lettore di averli realmente conosciuti. Insomma più che scrivere dipingeva, più che romanziere era scenografo e caratterista. Anche in questo caso infatti descrive luoghi e persone, ma più che altro popoli, visti dal mare chiuso che è stato la culla della civiltà occidentale. E ce n’è per tutti. Nato in Belgio non risparmia critich...

La gabbia

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  Se sei un oggetto non è che hai tante possibilità di movimento, generalmente vieni costruito e dove ti mettono stai, talvolta per tutta la vita. Magari nasci come manufatto utile e vieni declassato a souvenir, ovvero ad aggeggio senza nessuna utilità che dovrebbe almeno fare bella mostra di sé. In questo caso il tuo primo destino è stato quello di finire sulla bancarella di un bazar tunisino. Qui ti rendi conto subito dei tuoi limiti, perché sei ingombrante e nessun turista ti vuole comprare. Invece no, esistono anche certe signore compratrici seriali, disposte ad affrontare qualche disagio soprattutto doganale, perché non sei occultabile nel fondo di una valigia. E via, voli oltre il mare per altra destinazione e nuova nazionalità. Ma il tempo passa, dopo la prima entusiastica esposizione vieni spostato, solo un po’ più in là, poi in un altra stanza e alla fine finisci su un balcone. Esposto al freddo, all’umido e se sei di ferro non va bene, la ruggine ti guarda già avidamen...

Gli amanti

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  La Germania è un'enorme nazione ricca di bellezze naturali, come le sue sorelle del resto d'Europa. Ma chi vuole andare a cercarvi antiche case e centri storici trova poco, perché la maggior parte sono stati cancellati dall'ultima guerra. Soprattutto quelli che per loro sfortuna si trovavano vicini agli insediamenti industriali. Intere città sono state completamente ricostruite, ad esempio Dresda e la stessa Berlino. Ma un turista non deve farsi troppe domande, è stato quel che è stato e deve accontentarsi del presente, la storia è un'altra cosa. Avevo in testa questi pensieri quando ho visitato Goslar, che si trova in Sassonia al centro del Paese ed è famosa per aver dato i natali all'imperatore Enrico IV. Lei invece si è salvata, ha un centro storico di pregio e un bel castello. Raggiunta Marktplatz la piazza principale, ed un tavolino ombreggiato, ho assistito alla scena che vedete. Non ho resistito a riprenderla, senza tema di essere considerato un guardone, p...

Andiamo a sfregiare una statua.

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  Quand’ero bambino nel 1961 sbarcai in Sardegna per la prima volta. Era piena estate, mio padre veniva per lavorare e noi della famiglia al seguiti per goderci quelle spiagge destinate a diventare famose. Ma allora del turismo di massa non c’era ancora nemmeno il sentore. Mio padre era un ortopedico e lavorava per un ente pubblico che esiste ancora oggi, l’INAIL. Solo che l’assetto della sanità pubblica era molto diverso. Le ASL che tanto hanno distrutto di quell’efficienza, non erano ancora state inventate e l’INAIL (Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro) possedeva e gestiva in proprio degli ospedali. I così detti centri traumatologici, oggi noti come CTO. Ad Iglesias c’erano ancora le miniere aperte, attività industriali che come si sa sono sempre state ad alto rischio infortunistico. Per questa ragione vi era stato edificato uno di questi prestigiosi centri, che peraltro serviva anche gran parte dell’intera isola. I centri traumatologici avevano annesse delle ab...

Zubenelgenubi

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Zubenelgenubi, o α Librae, è una stella della costellazione della Bilancia. Secondo la nomenclatura di Bayer il simbolo α dovrebbe contrassegnare la stella più luminosa di una costellazione, in questo caso è la seconda dopo Zubeneschamali o β Librae. Forse in virtù del fatto che è una stella doppia e quindi più rara. In arabo i loro nomi significano rispettivamente “chela del sud” e “chela del nord” perché una volta erano considerate facenti parte del vicino Scorpione. La Bilancia, oltre a far parte dello zodiaco ha anche un sacco di altre particolarità, ma non è questo il momento di elencarle e nemmeno io sono molto adatta a farlo perché sono molto piccola. Ora è il caso che mi presenti. Sono una gattina trovatella, ho dei genitori adottivi o almeno spero che lo diventino. Per il momento sono in affidamento ma non vedo file alla porta di persone che mi vorrebbero con se. Anche se sono piccola e quindi ho una storia molto breve, ho già visto qualcosa del mondo, di bello e di brutto. Di...

Capodanno 2020

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  E’ il risveglio da una notte tutto sommato tranquilla il nostro. Dopo un cenone a due ma ben fatto, siamo andati in piazzetta Santa Croce a Cagliari, nel centro storico, dove si era annidato un complessino dal repertorio adatto a noi, anni 80’ e 90’. La zona di Castello ha anche il pregio di offrire una vista gradevole a trecentosessanta gradi su tutta la città, basta spostarsi di poco da un punto d’osservazione all’altro e di notte è ancora più bello. Niente eccessivo clamore quindi e niente stravizzi. Siamo tornati a casa ad un'ora onesta e ci siamo svegliati una volta tanto col bel tempo e senza cerchi alla testa. Vent'anni fa a quest’ora eravamo alla Maddalena, era l’alba del millennio oltre che dell’anno nuovo e le condizioni atmosferiche erano identiche. Sarà stata forse questa l’ispirazione giusta, ma alla mia metà salta in testa l’idea di una gita, con tanto di pranzo al sacco all’aperto. Partiamo in macchina col cane al seguito. In queste rare occasioni a me spetta i...

Storia triste

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Storia triste: TAK! Mentre guido sento un preoccupante rumore sul parabrezza, come di un sassolino, talmente piccolo che non l'ho visto e tanto meno da che parte è arrivato. Dopo alcuni giorni un occasionale passeggero mi fa notare che c'è una piccola lesione. Porca paletta, si era proprio un sasso. Mi è già capitato l'anno scorso e so che se non la faccio riparare subito, la lesione camminerà come quella della ghianda nel film l'Era glaciale. Mi reco dal vetraio delle macchine al quale dico: - Guardi così e così. Poi dato che ci siamo dovrebbe sistemarmi anche la guarnizione, che l'ultima volta mi avete lasciato con un angolo mal messo e ho paura che mi ci entri l'acqua. - Per la lesione non c'è problema, ma per la guarnizione avrebbe dovuto dirmelo subito. Dopo un anno lei capisce, come si fa? - E quindi? - E quindi vediamo. La riparazione della lesione costa € 50. La guarnizione gliela sistemo senza farle pagare la mano d'opera. - Bene! - Ma... - Ma ...