I giardini di Valencia
I giardini di Valencia
Qualche anno fa, durante una visita a Valencia, il tassista che ci portava dall'aeroporto ad un B&B del centro storico, ci fece notare una lunga e ampia striscia di verde, scavalcata in diversi punti da numerosi ponti, che tagliava la città in due. Ci spiegò che si trattava del vecchio letto del fiume Turia, che nel 1957 provocò una disastrosa alluvione. Il fiume venne deviato con una imponente e costosissima opera, poi per anni si è discusso su cosa farne di quella striscia ormai vuota. Molti avrebbero voluto un'autostrada, ma prevalse il buon senso e ne fecero una serie di giardini e campi sportivi. L'opera sembra fosse stata fortemente voluta dal Generalissimo Franco e mi chiesi con un po' di malizia, se anche in Spagna si usa la famigerata frase "Ha fatto anche cose buone". Purtroppo però oggi sappiamo che non ha risolto il problema definitivamente.
Di recente guardando con tristezza il disastro in Emilia Romagna, non ho potuto fare a meno di pensare a Brescello, il paese dove Don Camillo e il Sindaco Peppone, sia pure solo in un film, ma che si rifaceva a vicende reali, affrontavano una situazione analoga. I due eventi si riferiscono a zone dove certe sciagure si ripetono ciclicamente e mi chiedo se sia giusto dare sempre la colpa ai cambiamenti climatici, invece che all'inerzia e pigrizia della programmazione a lungo termine.

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