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Ti insegnerò a volare

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  Se partirai per Itaca ti aspetta un lungo viaggio e un mare che ti spazza via i remi del coraggio la vela che si strappa e il cielo in tutto il suo furore. Però per navigare solo ragazzo, basta il cuore qui si tratta di vivere non d'arrivare primo e al diavolo il destino. Ti insegnerò a volare - R. Vecchioni/F. Guccini E' una foto di quelle che si conservano nell'album dei ricordi più belli, di una giornata che non ha bisogno di commenti almeno per me. Per gli altri dirò che vi si vedono me medesimo e mi fratello Francesco. Quello che non si vede è il "Padrone del vapore" perché impegnato a fare la foto, mio figlio Luca. Per dovere di cronaca sportiva eravamo in regata nel canale di Carloforte. La barca sullo sfondo che avrà avuto almeno settant'anni più della nostra, ce le ha suonate di brutto.

La vera storia dei dieci comandamenti

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  ... Invece c’era Mosè e quando gli ho detto: “Mosè… scrivi, che ti detto il comandamento”, lui ha cominciato a protestare: “Ma come, un comandamento solo? E che gli dico mo’ quando torno a valle? Sono stato via quaranta giorni per scrivere un comandamento?”. Così, di nascosto a me, ne ha scritti duemila e duecento… quanti gli emendamenti alla finanziaria. Aveva fatto trecentottanta tavole! Quando me ne sono accorto gliele ho rotte tutte. Quasi tutte. Me ne sono sfuggite due, non le ho proprio viste. Con dieci comandamenti invece di uno solo. Ma basta leggerli per capire che non li ho dettati io. Puoi invadere la Polonia, ma guai se guardi il culo di una che passa! È proibito rubare il cibo, ma è lecito affamare 820 milioni di persone al mondo. Si possono avere quattro schiave, ma è vietato desiderare la Skoda Felicia del vicino di casa. Devi onorare il padre e la madre ma i nonni li puoi abbandonare all’ospizio. Non devi ammazzare, ma puoi lasciar annegare chi ti pare sui gommoni...

La maestra di Torino

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Talvolta mi interrogo sul vero significato delle parole, vuoi perché proprio non lo conosco o vuoi perché é equivoco. Una di queste è signore, nata probabilmente come titolo nobiliare ma poi abusata e utilizzata a cuor leggero. L'accezione nobile in senso stretto l'ha persa già da po' con la caduta dell'aristocrazia e quindi oggi ha forse a che fare con la borghesia, con i soldi? Nemmeno, estremizzando capita talvolta di vedere le dimore di certi boss mafiosi, che possono essere definite forse sfarzose ma non certo signorili. Io credo invece che la parola signore abbia più a che fare con la nobiltà d'animo. Il signore é generoso, da una mano quando può e non si tira indietro quando deve. Il signore cede il passo al più anziano, al più debole, all'incerto nell'incedere o anche semplicemente malfermo sulle proprie gambe. Il signore non rifiuta un saluto, nemmeno al suo nemico, ed anzi si sforza di porgerlo per primo. Il signore quando viene messo al corrente d...

L'oro di Tabarca

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  Navigare nel grande oceano dei libri lo si può fare in diversi modi. Quello più sicuro è farsi consigliare o seguire la corrente degli autori famosi, classici o moderni. Ma è più affascinante scoprirseli da soli, magari per caso e incappando in qualcuno quasi sconosciuto. Così un giorno, bighellonando sul lungomare di Camogli, mentre aspettavo che mia moglie uscisse da una delle sue frequenti e interminabili visite in un negozio di abbigliamento, sono entrato in una libreria. Era minuscola ed orientata, dato il circondario, ai libri turistici. Grandi volumi fotografici o vere e proprie guide, roba così. Non è passato molto prima che l’occhio cadesse su un libricino formato tascabile “La Via Romana a Genova” Pier Guido Quartero, edizioni Libero di Scrivere. La ricetta è più o meno questa: l’autore è un dilettante appassionato di storia, anche se ormai scrive da diversi anni. Tenendo presente che Genova se si considera solo il suo sviluppo urbano è una città molto particolare. Stre...

Il Mediterraneo in barca

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  Chi cerca in questo libro un racconto di mare, con termini nautici, descrizioni di tempeste o avventura, rimarrà deluso com’è successo a me. Eppure dovevo aspettarmelo dopo aver letto i sui 75 (diconsi settantacinque) Maigret. Georges Simenon, questo grandissimo scrittore nato giornalista aveva una prerogativa, quella di riuscire a scrivere apparentemente su un tema e disattenderlo completamente. I suoi gialli raramente hanno avuto una trama geniale, ma la sua forza stava nel descrivere i paesaggi della Francia o della Parigi meno note, e non solo. Descriveva i personaggi con una tale minuzia di particolari e tratti caratteriali, da lasciar pensare al lettore di averli realmente conosciuti. Insomma più che scrivere dipingeva, più che romanziere era scenografo e caratterista. Anche in questo caso infatti descrive luoghi e persone, ma più che altro popoli, visti dal mare chiuso che è stato la culla della civiltà occidentale. E ce n’è per tutti. Nato in Belgio non risparmia critich...

La gabbia

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  Se sei un oggetto non è che hai tante possibilità di movimento, generalmente vieni costruito e dove ti mettono stai, talvolta per tutta la vita. Magari nasci come manufatto utile e vieni declassato a souvenir, ovvero ad aggeggio senza nessuna utilità che dovrebbe almeno fare bella mostra di sé. In questo caso il tuo primo destino è stato quello di finire sulla bancarella di un bazar tunisino. Qui ti rendi conto subito dei tuoi limiti, perché sei ingombrante e nessun turista ti vuole comprare. Invece no, esistono anche certe signore compratrici seriali, disposte ad affrontare qualche disagio soprattutto doganale, perché non sei occultabile nel fondo di una valigia. E via, voli oltre il mare per altra destinazione e nuova nazionalità. Ma il tempo passa, dopo la prima entusiastica esposizione vieni spostato, solo un po’ più in là, poi in un altra stanza e alla fine finisci su un balcone. Esposto al freddo, all’umido e se sei di ferro non va bene, la ruggine ti guarda già avidamen...

La fine di ogni cosa

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  Lago di Garda 1987 Ogni cosa che compriamo immediatamente dopo averlo fatto non sarà più nuova. Un’auto per quanto costosa al passare di dieci anni sarà quasi un rottame. Quell’odore caratteristico che ci esalta all’uscita del concessionario sarà la prima cosa a sparire uno o due giorni dopo. Una casa nuova perderà l’aroma di tinta che impregna ancora l’aria. Quelle sbavature di pittura, in realtà difetti lasciati da un’impresa distratta ma che danno un senso di appena ultimato, verranno rimosse e già cambierà aspetto. Dopo vent’anni non avrai ancora finito di pagarla che avrà bisogno di restauri importanti. La lana di un maglione farà i “pipiolini”, una giacca mostrerà segni d’usura sui gomiti e nel colletto. Più probabilmente queste cose passeranno velocemente di moda o semplicemente non ci piaceranno più e verranno buttate via, o regalate prima che diventino inutilizzabili. Tutto nasce e tutto muore, soprattutto gli esseri viventi. Gli animali che ci fanno compagnia, gli ...