Post

Carola Rackete

Immagine
  In quinta nautico avevo due compagne di scuola, su diciotto che eravamo in quella classe. Ovvero più o meno il 10%, ma era una percentuale alta per la media degli istituti nautici italiani. Considerando la vita che le aspettava se fossero andate a navigare mi sono chiesto fin dal primo giorno cosa le avesse spinte a fare quella scelta, eppure nella mia città c’erano tutti gli istituti superiori e con qualunque diploma poi potevi accedere a qualunque università. Navigare significa stare a stretto contatto con i propri colleghi, di ogni ordine e grado. Giorno e notte, senza interruzioni, né sabati né domeniche né feste comandate. Agli ufficiali è concessa la privacy di una cabina singola ma è ben poca cosa. Se nasce uno screzio con qualcuno non hai il sollievo di tornare a casa la sera e non pensarci almeno fino giorno dopo, te lo trovi davanti in ogni momento. Come accade in un viaggio occasionale se non si è ben affiatati e assortiti i difetti di ciascuno si esaltano. Solo che i ...

Festa del Papà

Immagine
  Scegliere le foglie piccole del basilico per il pesto, mai i mazzi in fiore; nuotare; cambiare la bombola del gas; la sera leoni, il giorno coglioni; come si gira la polenta; l’onestà prima di tutto; controllare il livello dell’olio nell’auto; uomo=donna; trovare la stella polare; uscire fuori dal gregge; riconoscere qual è il vento che soffia; la montagna va rispettata; piazzare un tassello in un muro; si cena tutti assieme e non si disturba mai al telefono all’ora di cena; si stacca sempre il contatore prima di aprire un punto luce; non si butta niente a mare; usare il computer; la partita doppia; Carlo martello ritorna dalla battaglia di Poitier; scopone scientifico; appendere una mensola; rimettere in moto un’auto; cedere il passo in un vicolo stretto; parlare a bassa voce in cabina; salutare quando si incontra qualcuno sul sentiero.... Son talmente tante le cose che mi ha insegnato mio padre che forse avrei fatto prima ad elencare quelle che non mi ha insegnato: andare in b...

Siamo tutti Charlie Brown

Immagine
Il segreto del successo dei Peanuts è indubbiamente il fatto che ognuno di noi può immedesimarsi in uno dei tanti personaggi, a farci caso tutti diversi e tutti rappresentanti un aspetto del carattere che alberga in ogni adolescente. Charlie Brown è l’indiscusso protagonista della banda. Eterno perdente, sia che si tratti di far volare aquiloni o di giocare a baseball, è quello che più degli altri ogni giorno deve confrontarsi coi propri simili. Talvolta insegnando qualcosa ma più spesso imparando dagli altri. Quasi sempre a costo di brucianti sconfitte e umiliazioni. Ha tuttavia diverse qualità, ad esempio cerca di essere sempre leale, sincero ed onesto. Lucy è la sua più dolorosa spina nel fianco. Lo deride e martirizza in mille modi facendole pesare la sua superiorità, talvolta è addirittura insolente, spesso cinica e spietata. E' battagliera e femminista convinta, salvo poi struggersi per un amore impossibile, ovviamente non per Charlie Brown. Linus co-protagonista e modello pe...

Treno di notte per Lisbona

Immagine
  Una volta viaggiare era costoso, molto costoso. Oggi lo si può fare a buon prezzo, salvo qualche rara indecente eccezione come i traghetti per la Sardegna. E poi nemmeno potevi sognarti un collegamento diretto tra Cagliari e Porto, o tante altre città europee. Per andare all’estero dovevi passare da Roma o Milano. Ora come per ogni altra cosa si fa tutto con un clic e nel tempo di un altro clic puoi catapultarti dall’altra parte del continente, 1600 km in linea d’aria in questo caso. Con un clic si fa per dire, per noi non è stato così semplice, abbiamo dovuto scroccare la perizia tecnologica in tema di app e check in online di figlia e nuora, e se sbagli trafila al computer o lungo l’interminabile camminata che ti porta all’aereo, sono penali nella peggiore delle ipotesi, figuracce nella migliore. Ma poi finalmente per l’ultima tratta, ci siamo trovati su quel “Treno di notte per Lisbona” titolo di un bellissimo libro (e film) che prendo molto indegnamente in prestito. A Lisbona...

Via Gulli 17

Immagine
Perché i miei ricordi non vanno indietro più di tanto? Per anni ho sospettato di essere fatto male e oggi scopro (Google docet) che è un fenomeno che riguarda tutti. Mediamente i ricordi cominciano con fatti accaduti all'età di cinque anni o giù di li, salvo qualche flash che però assomiglia molto più a una fotografia in bianco e nero che a un film. Per quanto mi riguarda ad esempio ho un'istantanea mnemonica di mio nonno materno che apre le braccia per farmi salire in grembo, avrò avuto forse 3 anni, morì poco dopo e quindi è un ricordo prezioso. Poi c'è un pesciolino rosso che si dibatte sul fondo di un tombino, di cui ricordo addirittura il contesto. Si trattava del cortile di una casa di Merano dove abitavamo, io avevo 3/4 anni e non so dire cosa ci facesse un pesce rosso in un tombino, però sono certo dello scenario. Tutto questo si chiama "amnesia infantile" termine coniato niente meno che da Sigmund Freud. Poi da Merano ci siamo trasferiti a Milano e da li ...

Sette vite come i gatti

Immagine
  Ci siamo, ho pensato. A maggio prossimo saranno diciassette anni e per un gatto sono molti, se li porta bene però, è sempre stata allegra e di compagnia. Di carattere docile, devi proprio andartela a cercare per rimediare un morso o un graffio, che poi sono sempre avvertimenti e mai dati con cattiveria. Ultimamente stava male, era quasi sempre ferma e inappetente. Poiché anche se prima o poi vince la vecchiaia c'è sempre un motivo mi sono chiesto perché. Poi ha cominciato a gonfiarsi sui lombi (si dice così anche per i gatti?) e non potevi toccarla in quella zona perché cominciava a strillare. Quindi ho pensato al peggio, un tumore, peraltro è una gatta sterilizzata e si dice che siano soggette. Poi finalmente abbiamo notato vicinissima all'attaccatura della coda una brutta piaga, non sanguinava quasi ma aveva un pessimo odore. Di corsa dal veterinario. La dottoressa che la segue da anni l'ha tastata nel basso ventre e ha escluso subito il tumore. "Quelli sono duri, ...

Rayanata n° 5

Immagine
  Ho sognato che mi alzavo molto presto, prendevo un aereo e sorvolando , anzi più che sorvolando attraversando, una spessa coltre di nuvole andavo al di là del mare. Non ero solo, un monogamo cronico come me non lo è mai. All’arrivo c’era ad aspettarci un cugino che chiameremo il signor G, niente a che fare con Gaber anche se qualcosa mi dice che ci andremo molto vicino. Il signor G ha una graziosa villetta in provincia, in un paesino dove oltre a casa sua c’è lo spaccio, il municipio, il cimitero, l’osteria della Cesira e poco altro. In compenso i villaggi da quelle parti sono attaccati uno all’altro senza soluzione di continuità e quello che non trovi nell’uno trovi nell’altro, così finiscono per darsi del tu tutti quanti nel raggio di venti o trenta chilometri. Per raggiungere casa sua il signor G ci fa percorrere mille tangenziali, interne ed esterne con i loro raccordi. Grandi arterie che sembrano pulsare sangue di continuo, per non parlare degli infiniti capillari che unisco...