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Lo specchio

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  Che fai Alice seduta in quell’angolo, con lo sguardo perso nello specchio? Pensi a lui? E come non poterci pensare, è così bello! Forse ti chiedi chi sia quella ragazza seduta di fronte a te che ti guarda impietosita. Tu non la conosci, lei invece si, ti conosce da quando sei entrata a vivere in questa casa. Ogni giorno ti ha visto passare di fronte a quello specchio, ti ha visto svegliarti, ti ha visto spogliarti, ti ha visto diventare bella. Ha conosciuto le tue lacrime e i tuoi sorrisi, le tue amiche, i tuoi amici. Ha visto anche lui? Guarda Alice, ora quella ragazza sta piangendo. Forse perché vorrebbe essere li affianco a te, per sostenerti. O forse vorrebbe prendere il tuo posto. Ma anche tu stai piangendo Alice, perché? Non sei sola Alice hai la tua immagine nello specchio che ti tiene compagnia. Alice de Ferrari 1998 circa.

Cambio della guardia

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  Prima o poi doveva arrivare anche il giorno dell'ultimo viaggio. Mettiamo in moto di buon ora, con un po’ di tristezza perché sappiamo che sarà l’ultima volta. Sei vuoto e leggero come non mai, non abbiamo caricato nemmeno l’acqua perché vogliamo che chi ti vedrà per decidere se comprarti o no, ti trovi in ordine e senza odori di ristagno, anche dopo qualche probabile mese di piazzale in concessionaria. D'altronde ti abbiamo sempre trattato bene e non era il caso di smettere proprio oggi. La mattinata è fredda ma di sicuro non ti spaventi, perché hai valicato sia alti passi gelati che torride valli estive. Ad agosto compirai dieci anni e probabilmente 90000 chilometri, ma te li porti bene. Il tuo motore non è mai stato gran che e forse è il tuo punto debole, oggi c’è vento forte contrario e lo si sente tutto. Ma nonostante questo ci hai scorrazzato per mezza Europa: Francia, Belgio, Olanda, Danimarca, Germania, Svizzera, Austria, Repubblica Ceca e Slovacchia, Ungheria. Fino a...

Desiderata

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  Lessi questa poesia tanti anni fa, molto prima che diventasse famosa. Era affissa al muro del corridoio di un reparto oncologico e io aspettavo che una persona cara uscisse dalla sala operatoria, dove stava affrontando una delicata operazione alla gola. Mi aiutò molto, ma soprattutto mi piace pensare che portò fortuna a chi in quel momento stava sotto i ferri, perché quel problema non si presentò mai più. Si pensava fosse anonima, poi qualche ricercatore fece giustizia e la restituì al suo legittimo autore, fu scritta nel 1927 dallo scrittore statunitense Max Ehermann. E' stata interpretata da bravi attori quali Sharon Stone e Flavio Volo, se vuoi conoscerne la storia si trova facilmente su Wikipedia Go placidly amid the noise and haste, Va' serenamente in mezzo al rumore e alla fretta, and remember what peace there may be in silence. e ricorda quale pace ci può essere nel silenzio. As far as possible, without surrender, Finché è possibile, senza cedimenti, ...

Un sogno nel cassetto

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  Eh si qualche volta bisogna avere il coraggio di tirarlo fuori qualche sogno dal cassetto, magari di quelli finiti ormai in fondo in fondo, quasi dimenticati. Uno di questi è la passione per il volo, per la verità per qualunque mezzo di trasporto ma per gli aerei in particolare. Come la maggior parte dei bambini mi sarebbe piaciuto far il pilota da grande, ma come la maggior parte dei bambini ho dovuto rinunciare per mille motivi. Non ultimi l’impegno in termini di “voglia di studiare” e i costi necessari a conseguire il brevetto. Ho volato spesso su aerei di linea, in un certo periodo durato circa sei anni ho dovuto prenderne mediamente uno ogni quindici giorni e la cosa ha finito per essere noiosa e stancante. Così ho avuto modo di constatare ancora una volta, la grande differenza tra le attività ludiche o da diporto e le attività di necessità o lavorative. E’ ovvio comunque che viaggiare su un aereo passeggeri non è la stessa cosa che stare al posto di pilotaggio, col quadro d...

Nata in mare

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l 22 agosto del 2008 al rientro da uno dei nostri viaggi ci imbarcammo a Genova per Porto Torres, insieme ad una massa di turisti festanti che in Sardegna ci sta andando in vacanza, non come noi che invece ci abitiamo. Il lieve malumore per il rientro al solito tram tram è stemperato dalla bella giornata, la traversata è diurna e siamo riusciti a sistemarci ai bordi della piscina, in fin dei conti abbiamo ancora a disposizione un ultimo giorno di relax. Si parte puntuali ma dopo qualche ora di tranquilla navigazione, mentre sono mollemente adagiato su una sdraio, mi accorgo per caso che c’è qualcosa che non va. Il sole sta passando molto lentamente, innaturalmente, da una murata all’altra e da prua verso poppa, siccome è quasi mezzogiorno e siamo in piena estate la cosa è appena percettibile, ma io ho un occhio per così dire navigato. Mi metto in piedi, il mare è completamente calmo e la scia della nave è leggermente curva, anch’essa in modo appena percettibile perché la curvatura iniz...