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Emilio

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  Emilio era nato il 5 marzo del 1922 a Rapallo da benestante e nobile famiglia genovese, ma questa fortunata circostanza non gli fu d’aiuto, quando si trovò ancora in giovanissima età a combattere nei boschi contro soldati fino a poco tempo prima alleati e diventati da pochissimo acerrimi nemici. Morì partigiano sui monti della Versilia, erano gli ultimi mesi del più terribile conflitto provocato e combattuto dall’uomo. Secondo di sei figli, tre maschi e tre femmine, aveva avversato fin da quando era stato in grado di intendere e di volere l’ideologia fascista, così come tutto il resto della famiglia, cattolica e simpatizzante piuttosto delle correnti politiche che portarono più tardi alla nascita della Democrazia Cristiana. All’inizio della guerra erano sfollati da Genova a Santa Margherita, non molto lontana sulla riviera di levante, ritenuta più sicura nonostante il fatto che anche qui le bombe inglesi cadessero come la pioggia. Stretta lingua di terra la Liguria è percorsa da ...

L'albero del quando

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  Lei, è sempre, nei miei pensieri, quando mi sveglio, quando sono disperato, quando ho dei rimpianti, quando ridiamo insieme, quando mi sento fortunato, quando il lavoro si fa duro, quando vorrei ma non posso, quando potrei ma non voglio, quando mi cucina cose buone, quando mi sto addormentando, quando mi accorgo che è stanca, quando sono incavolato con la vita, quando guardo una bella fotografia, quando cerco la forza di ricominciare, quando taglio l’erba del nostro giardino, quando tornare a casa è sempre un piacere, quando capisco il significato di un bel quadro, quando litighiamo e non vedo l’ora che finisca, quando aprendo un cassetto trovo quello che mi serve, quando non dormo la notte e non vedo l’ora che si svegli, quando anche sul lavoro è il miglior socio che potessi avere, quando mi vengono in mente cose che non si possono scrivere, quando mi chiedo chi ha dato ai nostri figli il giusto equilibrio, quando ci confidiamo che viaggiare solo in due è la scelta migliore, qua...

Quando il Tom Tom non esisteva ancora

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  Questo sono io, o meglio ero io. T/N Eugenio "C" 1976  2001 Odissea nello spazio è un bellissimo film di Stanley Kubrick del 1968, ma sicuramente troppo ottimistico circa le potenzialità dell’intelligenza umana, perché trascorso ormai oltre un quarantennio da quell’anno oggi sappiamo che siamo ancora molto lontani dagli scenari che quella moderna odissea ipotizzava. Eppure nel corso di una vita quante cose cambiano, a quante innovazioni ho assistito nell’arco di mezzo secolo. Quante ne ho visto nascere come assolutamente rivoluzionarie e sono ormai obsolete. Chi avrebbe pensato per esempio, di poter comunicare col proprio cellulare stando seduti su una panchina del parco, quando i primi telefoni delle nostre memorie di bambini erano ancora solidamente ancorati al muro. Chi avrebbe immaginato di poter dialogare faccia a faccia con una persona seduta all'altro capo del mondo, grazie ai computer ed a internet. Quante volte ancora dovrò stupirmi per le magie di una nuova ap...

Il mio primo giorno di guerra

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  Quand’ero ragazzo con un gruppo di amici ci si mise in testa di organizzare una rappresentazione teatrale. Erano i primi anni settanta e l’argomento era ancora attualissimo, ricordo la battuta di apertura: “Gli uomini di trent’anni in Vietnam non hanno mai conosciuto neppure un giorno nella pace…” Mi rimase impressa perché appena la sentii pensai subito che gli europei della mia generazione potevano dire l’esatto contrario e bastava avere qualche elementare cognizione storica per rendersi conto che non era fortuna da poco. Questa cosa mi tornò alla mente una notte di due anni fa, una delle più brutte della mia vita, che me ne stavo in mutande sul balcone di casa e guardavo con le lacrime agli occhi i dintorni: C’è un odore nauseabondo, il caldo è soffocante nonostante siamo ormai alla fine di ottobre ma soprattutto è insopportabile l’incredulo pensiero di ciò che è appena successo, che non mi fa dormire. Sono solo in casa, il silenzio è totale, non passa anima viva e nemmeno macc...

Progresso e sicurezza

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  L'auto più antica che ricordi è la Fiat 1100 di mio padre, probabilmente ne aveva avuto altre prima, ma la mia memoria più indietro non va. Era nera, con la linea molto tondeggiante e con un curioso faro fendinebbia, unico, posizionato al centro della mascherina. Rispetto alle auto di oggi ovviamente aveva un mucchio di difetti ed è indiscutibile che a distanza di mezzo secolo sano sano, le norme e gli accorgimenti a favore della sicurezza abbiano fatto passi da gigante. Ma qualcosa è rimasto tale e quale e qualcos’altro è addirittura peggiorato. La ruota di scorta ad esempio era sistemata nel baule posteriore sotto un tappetino di gomma, lo so perché un tragico giorno ci capitò di usarla. In famiglia eravamo sei e abbiamo sempre vissuto lontano dalla nostra città d’origine, perciò capitava spesso specialmente per Natale, Capodanno o per le vacanze estive, che si rientrasse dove avevamo ancora tutti i parenti. Quel giorno infausto pioveva e non poco. Non c’erano autostrade, quind...